Con l’avvicinarsi dell’autunno e dell’inverno, torna d’attualità il tema della prevenzione delle infezioni respiratorie. È il messaggio che arriva dagli specialisti in occasione del mese dedicato negli Stati Uniti alla sensibilizzazione sulle vaccinazioni: virus e batteri che circolano nei mesi freddi possono provocare disturbi che vanno dal comune raffreddore fino alla polmonite, con casi che nelle situazioni più gravi sfociano nel ricovero ospedaliero o addirittura nella morte. A rischiare di più sono le decine di milioni di persone che convivono con patologie respiratorie croniche come l’asma o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
- Influenza, RSV e COVID-19 possono causare malattie gravi, soprattutto in chi ha patologie polmonari croniche.
- I vaccini contro l’influenza e il COVID-19 vengono aggiornati per seguire l’evoluzione dei virus.
- Esistono vaccini anche contro le infezioni batteriche come pneumococco e pertosse.
Perché la stagione fredda mette a rischio le vie respiratorie
Ogni autunno gli accessi ai pronto soccorso e i ricoveri aumentano perché i virus respiratori possono scatenare attacchi d’asma. Non esistono vaccini per ogni virus, ma sono disponibili quelli che proteggono da alcune delle infezioni respiratorie più comuni e serie. Influenza, virus respiratorio sinciziale (RSV) e COVID-19 possono tutti provocare forme severe di malattia, in particolare in chi soffre di condizioni polmonari croniche, e la vaccinazione contribuisce a ridurre il rischio di malattia grave.
Come agiscono i vaccini nel nostro organismo
I vaccini aiutano il sistema immunitario a riconoscere virus e batteri prima ancora dell’esposizione. La maggior parte contiene piccole quantità inattivate di agenti patogeni: non provocano la malattia che prevengono, ma insegnano al corpo a produrre anticorpi protettivi. In caso di successivo contatto con il patogeno, la risposta immunitaria è più rapida, rendendo meno probabili malattie gravi, ricoveri e complicanze.
Nessun trattamento medico funziona nel 100% dei casi, ma per la maggior parte delle persone i vaccini sono altamente efficaci.
Spesso non ci si accorge di quanto abbiano aiutato: quello che si è tradotto in tre giorni di malessere avrebbe potuto trasformarsi in due settimane di febbre, brividi e tosse. Come ogni medicina, anche i vaccini possono provocare effetti collaterali, ma offrono benefici importanti. Nel decidere, spiegano gli specialisti, è essenziale confrontare i rischi della vaccinazione con quelli dell’infezione stessa.
Quali vaccini valutare prima dell’inverno
Il vaccino antinfluenzale viene aggiornato ogni anno perché i virus dell’influenza cambiano frequentemente. Anche i vaccini contro il COVID-19 vengono aggiornati man mano che il virus evolve: poiché la protezione può diminuire nel tempo, possono essere raccomandate dosi di richiamo.
I vaccini contro l’RSV sono disponibili per le donne in gravidanza, a tutela dei neonati, e sono raccomandati per gli adulti dai 75 anni in su, oltre che per alcuni adulti tra i 50 e i 74 anni a maggior rischio di malattia grave.
Anche i batteri possono causare gravi infezioni respiratorie. Sono disponibili vaccini contro la malattia pneumococcica, tra le cause più comuni di polmonite batterica, e contro la pertosse (tosse convulsa), che può provocare episodi di tosse intensa protratti per settimane o mesi.
Il ruolo del confronto con il proprio medico
Attorno ai vaccini circolano molta disinformazione e informazioni errate. Gli specialisti invitano a discutere ogni dubbio con l’allergologo o il medico di base: sono queste figure a conoscere la storia clinica, i fattori di rischio e i farmaci assunti dal paziente, elementi che possono guidare la decisione quando non si è certi se sia opportuno vaccinarsi.
Il periodo prima dell’inizio dell’autunno e dell’inverno resta il momento migliore per parlare con il proprio medico e capire quali vaccinazioni possano essere utili per sé o per i propri figli.
Vi confrontate con il vostro medico prima della stagione fredda per decidere quali vaccini fare? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.































