“La prima cosa che fai quando arrivi in un beach club è dare la mancia al cameriere, non alla fine”, racconta un immobiliarista francese cresciuto nel sud della Francia e oggi residente a Miami. “Così si prenderanno cura di te fin da subito.” È in frasi come questa che si nasconde il vero codice di Saint-Tropez: un insieme di rituali e convenzioni tacite che sfuggono al visitatore occasionale ma regolano ogni gesto della vita mondana lungo la costa. Per un gruppo, aggiunge la stessa fonte, la cifra giusta si aggira intorno ai 100 euro. E c’è un divieto da non violare mai: “È molto maleducato chiedere ai camerieri come si chiamano.”
- La spiaggia di Pampelonne ospita circa 27 beach club privati lungo tre miglia di sabbia (circa 5 chilometri).
- Girare in bikini o a torso nudo nel borgo non è solo malvisto: come in un numero crescente di località francesi, può comportare una multa.
- Il borgo, attraversabile a piedi in poco più di 15 minuti, conta circa 230 tra boutique internazionali e negozi indipendenti.
Il mito è quello di sempre. Anche se Brigitte Bardot non è più sotto i riflettori, l’immaginario che lei creò involontariamente in Piace a troppi, il film di Roger Vadim del 1956, continua a definire l’idea che il mondo ha di Saint-Tropez. Ma l’incanto era cominciato molto prima: nel 1892 il pittore Paul Signac gettò l’ancora qui e convinse a seguirlo amici come Henri Matisse e André Derain; negli anni Venti la scrittrice Colette, stanca di Parigi, si stabilì vicino alla Plage des Salins, dove raccoglieva fichi e limoni dal giardino e finì per dichiarare di aver trovato il paradiso.
La scelta del beach club conta più della sua fama
Con circa 27 stabilimenti privati distribuiti su Pampelonne, orientarsi è un rebus. C’è chi cerca i dj di Shellona o la festa senza sosta del Nikki Beach, chi giura sul glamour leggendario di Le Club 55 o sull’energia del Casa Amor. Per uno spirito più bohémien ci sono Indie Beach o Cabane Bambou; il Byblos Beach per pranzi languidi, La Réserve à la Plage per un’eleganza sobria, Loulou Ramatuelle per i parigini in vacanza, il Jardin Tropézina per chi insegue l’atmosfera di White Lotus. Il trucco non è prenotare il locale più in voga, ma quello adatto al proprio umore. In alta stagione i tavoli si prenotano con settimane di anticipo, e nemmeno il miglior concierge può garantire un posto a Le Club 55 all’ultimo momento.
Cambiarsi almeno tre volte al giorno è la norma
Saint-Tropez ha sempre accolto una certa audacia nell’abbigliamento, ma non è un posto da un solo outfit. Uomini e donne dovrebbero mettere in conto di cambiarsi almeno tre volte al giorno. Una camicia di lino o un copricostume leggero sono d’obbligo appena ci si siede a pranzo, e nessuno sfila al porto o nel borgo in bikini o a torso nudo. Verso sera si torna in hotel o in villa per la doccia e per indossare qualcosa di più elegante: la cena e, per alcuni, una festa che dura fino all’alba.
Parlare di soldi, in un villaggio dove il denaro viene spesso ostentato, resta profondamente poco francese.
La lentezza è un’arte, non un difetto di servizio
“Qui non c’è nessuna fretta, non è che stai andando a una riunione”, osserva Emilia Jedamska, direttrice di St Tropez House. Passeggiare stringendo una bottiglia d’acqua gigante, un latte ghiacciato da asporto o un dolce è il segnale inequivocabile del turista; provare a mangiare una tarte tropézienne davanti alle vetrine è la gaffe più grande. Meglio sedersi. Il pranzo alla provenzale è lungo, con più portate e pause tra un piatto e l’altro, mentre pane, olio e rosé arrivano subito. Il limite non ufficiale per il cappuccino è alle 11: dopo, i francesi passano all’espresso. L’unica eccezione al divieto di mangiare camminando è il gelato.
Due ruote di giorno, autista di notte
Per muoversi, scooter, e-bike e persino Mini Moke permettono di sfuggire al traffico e di spingersi oltre Pampelonne, verso le spiagge più tranquille di Les Salins e Les Graniers o le calette di L’Escalet. Dopo il tramonto, però, le regole cambiano: il rientro in città avviene volentieri a bordo di una Bentley o di una Rolls-Royce con autista, parte integrante del teatro serale. Anche lo shopping è un modo per conoscere il luogo: accanto ai marchi noti si nascondono gallerie, resortwear di produzione locale e i sandalari storici del paese.
Conoscete Saint-Tropez o avete uno di questi codici non scritti da rispettare nella vostra località di mare preferita? Raccontateci la vostra regola d’oro nei commenti.































