Il Dreame D30 Ultra è un robot aspirapolvere e lavapavimenti 2-in-1 proposto a circa 540 dollari (poco più di 500 euro), collocato dal produttore al vertice della propria gamma d’ingresso. Il nostro recensore lo ha ricevuto in prova dopo aver testato un modello di punta ben più costoso, il Narwal Flow 2 da 1.400 dollari, e lo ha messo al lavoro per circa un mese e mezzo al secondo piano di una casa su due livelli. Il verdetto anticipa la conclusione: a un terzo del costo di un top di gamma, il dispositivo svolge il proprio compito con risultati sorprendentemente vicini a quelli dei modelli più cari.
- Prezzo di listino di circa 540 dollari (circa 500 euro), presentato come modello di vertice della fascia d’ingresso Dreame.
- Potenza di aspirazione dichiarata di 25.000 Pa; test condotto per circa un mese e mezzo.
- Configurazione e mappatura di un intero piano completate in circa dieci minuti.
- Sacchetto della polvere dichiarato con autonomia fino a 100 giorni.
Dall’apertura della scatola alla mappatura in dieci minuti
La scelta di questo modello nasce da un’esigenza pratica: dopo il trasloco in un’abitazione su due piani, il recensore non voleva trasportare quotidianamente il pesante robot di fascia alta su e giù per le scale, soprattutto nelle sessioni di lavaggio. Il D30 Ultra è così diventato il dispositivo dedicato al piano superiore.
La messa in funzione è stata rapida: dall’apertura della confezione all’avvio della mappatura automatica sono trascorsi circa dieci minuti. Al robot sono bastati otto o nove minuti per rilevare la planimetria di tre camere da letto, due bagni e un soppalco.
In questa fascia di prezzo la funzione di auto-mappatura tramite LiDAR — il sensore laser rotante posto sulla sommità dell’apparecchio che ricostruisce la disposizione degli ambienti — è ciò che consente al robot di orientarsi e pianificare i percorsi di pulizia senza intervento dell’utente.
Sei settimane di prova: pulizia efficace ma alcuni limiti evidenti
Nel corso del test il dispositivo ha gestito da solo la pulizia del secondo piano. Il recensore sottolinea di non aver più visto nessuno passare aspirapolvere o lavare i pavimenti manualmente in quelle stanze, segno che il lavoro veniva svolto in modo soddisfacente.
Si avvicina ai livelli di produttività dei modelli di punta, ma a un terzo del prezzo.
Non mancano però gli aspetti da migliorare. Per raggiungere la massima potenza di aspirazione, dichiarata in 25.000 Pa, l’apparecchio diventa piuttosto rumoroso: il recensore lo utilizza quasi esclusivamente di giorno. La velocità è un altro punto debole, in particolare durante il lavaggio, definito estremamente lento.
Le due testine per il lavaggio sono magnetiche e tendono a staccarsi, generando notifiche dall’app quando finiscono, ad esempio, sotto un letto matrimoniale fuori portata. La soluzione magnetica ha probabilmente lo scopo di far distaccare le testine in caso di ostacoli, evitando danni.
Il D30 Ultra non dispone di un serbatoio dell’acqua a bordo: deve quindi tornare alla base per bagnare e lavare nuovamente le testine durante il lavoro. L’app consente di regolare quanti metri quadrati lavare tra un rientro e l’altro, con il rischio, spingendo troppo, di ritrovarsi testine asciutte.
Base di ricarica senza serbatoio per il detergente
Secondo il sito di Dreame, il sistema “AceClean DryBoard” utilizza 20 ugelli ad alta temperatura per lavare e drenare in tempo reale le testine rotanti. Il recensore, però, non ha mai percepito calore durante il funzionamento e ritiene che venga usata acqua a temperatura ambiente; ciononostante le testine risultano comunque pulite.
La stazione base non ha un serbatoio per la soluzione detergente, per cui di fatto il pavimento viene solo risciacquato. Il recensore riferisce di aver aggiunto una piccola quantità di detergente — molto diluito, nell’ordine di 500:1 — direttamente nel serbatoio dell’acqua pulita. La zona in cui vengono lavate le testine tende inoltre a sporcarsi e richiede una pulizia periodica manuale, particolarmente visibile sulla versione bianca.
Angoli e ostacoli: dove il prezzo ridotto si fa sentire
L’apparecchio non riesce a raggiungere completamente gli angoli a 90 gradi: la spazzola laterale lavora bene lungo i battiscopa, ma né essa né le testine arrivano fino allo spigolo. L’evitamento degli ostacoli è il limite più marcato: privo di telecamere, il robot si affida a un laser frontale in linea retta e al LiDAR superiore. Cavi, calzini, mattoncini Lego e oggetti più bassi dell’apparecchio rischiano quindi di essere trascinati o risucchiati.
Sul fronte sicurezza, invece, il dispositivo ha mantenuto un comportamento impeccabile lungo il bordo delle scale, senza mai cadere.
Manutenzione: il sacchetto dichiarato per 100 giorni
Il sacchetto della polvere è dichiarato con un’autonomia fino a 100 giorni. Dopo circa 45 giorni di utilizzo, il recensore riferisce che tutto appare in ordine: il robot completa il lavoro, rientra alla base e svuota autonomamente lo sporco raccolto.
Il quadro complessivo, secondo la recensione, è quello di un prodotto i cui difetti sono per lo più caratteristiche che i modelli più costosi risolvono spendendo di più, ma nessuno di essi rappresenta un vero limite invalidante: a patto di tenere i pavimenti liberi da oggetti, il D30 Ultra svolge il proprio compito quasi senza intoppi.
Sareste disposti a rinunciare a serbatoio dell’acqua a bordo e telecamere per evitare gli ostacoli pur di spendere un terzo rispetto a un modello top di gamma? Raccontateci quali funzioni considerate irrinunciabili in un robot aspirapolvere.































