Per anni ha promesso ai suoi milioni di follower la formula per vivere più a lungo e restare giovani. Ora, per la prima volta, Bryan Johnson vacilla pubblicamente. “Ho riflettuto e mi chiedo se ho spinto troppo oltre tutta questa faccenda della longevità”, ha scritto giovedì sulla piattaforma X l’imprenditore statunitense, 48 anni, tra le figure più discusse del movimento del biohacking. Un’ammissione che stona con la sua immagine: solo il giorno prima aveva dichiarato che gli esseri umani potrebbero arrivare a vivere fino a 500 anni.
- Bryan Johnson ha ammesso su X di aver forse “esagerato” con la sua battaglia contro l’invecchiamento.
- Di recente gli è stata diagnosticata una gastrite autoimmune, considerata dai medici incurabile.
- Il suo protocollo Project Blueprint, avviato nel 2021, gli costa milioni di dollari l’anno.
La confessione arriva al termine di un anno movimentato per l’ex fondatore della società di pagamenti Braintree, che dopo la vendita dell’azienda ha investito milioni di dollari l’anno in un programma rigidissimo per invertire l’invecchiamento.
Una diagnosi incurabile scoperta nonostante gli esami continui
All’origine dei nuovi dubbi c’è una diagnosi arrivata all’inizio del mese: una gastrite autoimmune, condizione in cui il sistema immunitario attacca il rivestimento dello stomaco. Il dato che colpisce è che la malattia era rimasta non individuata per anni, nonostante i test sanitari a cui Johnson si sottopone di continuo. Dopo la diagnosi, l’imprenditore ha comunque annunciato che avrebbe tentato di invertire una patologia che i medici considerano incurabile.
Proprio chi si è definito forse “la persona più misurata biologicamente della storia” si è ritrovato con una malattia sfuggita per anni ai controlli.
Che cos’è il Project Blueprint
Johnson ha costruito la sua notorietà globale attorno a Project Blueprint, lanciato ufficialmente nel 2021. Si tratta di un protocollo quotidiano estremo che, secondo le sue stesse descrizioni, comprende orari di sonno anticipati, una dieta calibrata al millimetro, allenamenti intensivi, integratori, farmaci su prescrizione, analisi del sangue e scansioni frequenti, oltre a un team di medici sempre al suo fianco e a trattamenti sperimentali. Tra questi, secondo quanto riferito, anche trasfusioni di plasma sanguigno ricevute dal figlio adolescente, una pratica che ha suscitato clamore e critiche nella comunità scientifica.
Il biohacking a cui appartiene questo approccio consiste nel modificare in modo estremo stile di vita, alimentazione e terapie mediche nel tentativo di rallentare o invertire i processi biologici dell’invecchiamento. Un metodo che ha regalato a Johnson milioni di follower ma anche numerosi scettici, che lo accusano di alimentare un’ossessione malsana per la giovinezza eterna.
Funghi psilocibinici e riflessioni pubbliche
Sempre nell’ambito dei suoi esperimenti, Johnson ha assunto in due occasioni una dose importante di funghi psilocibinici, trasmettendo in diretta streaming l’esperienza con quasi 5 grammi del ceppo B+ della Psilocybe cubensis. Dopo aver analizzato i dati, ha sostenuto che i funghi offrirebbero “un caso convincente per il potenziale di longevità”, aggiungendo che “la psilocibina ha calmato il mio corpo e la mia mente”.
La virata di tono è stata così netta da spingere alcuni osservatori a chiedersi se il suo profilo non fosse stato violato. Business Insider riferisce di aver contattato Johnson per un commento, senza ricevere una risposta immediata.
Fino a che punto è lecito trasformare il proprio corpo in un laboratorio pur di allungare la vita? Raccontateci cosa pensate della parabola di Bryan Johnson e del fenomeno del biohacking.




























