Il titolo Palantir è balzato di oltre il 14% nelle contrattazioni after-hours di lunedì, dopo che la società di software per l’intelligenza artificiale ha diffuso i conti del secondo trimestre chiuso il 30 giugno. I ricavi sono cresciuti del 93% su base annua, raggiungendo 1,94 miliardi di dollari (circa 1,8 miliardi di euro) e superando nettamente le attese degli analisti, ferme a 1,801 miliardi. L’utile netto si è attestato attorno a 1,1 miliardi di dollari, pari a 41 centesimi per azione, sopra i 35 centesimi stimati da Wall Street. Un risultato che il CEO Alex Karp ha rivendicato come una svolta per l’azienda.
- Ricavi trimestrali a 1,94 miliardi di dollari, in crescita del 93% anno su anno.
- Utile netto di circa 1,1 miliardi di dollari (41 centesimi per azione).
- Il titolo è salito di oltre il 14% nelle contrattazioni after-hours di lunedì.
- I ricavi commerciali negli Stati Uniti sono aumentati del 149%.
La reazione del mercato ha segnato un netto capovolgimento rispetto a maggio, quando Palantir aveva pure archiviato un trimestre brillante — con una crescita dei ricavi dell’85% e conti sopra le attese — ma il titolo era comunque sceso di circa il 7%, con gli investitori a chiedersi se le aspettative fossero diventate troppo elevate. Nel corso dell’anno l’azione aveva perso circa il 30%, dopo il forte rialzo del 2025.
La spinta arriva dalla domanda commerciale negli Stati Uniti
Il cuore della trimestrale è il mercato statunitense. I ricavi commerciali negli USA sono cresciuti del 149% su base annua, toccando 764 milioni di dollari (circa 700 milioni di euro), con un incremento del 28% rispetto al trimestre precedente. I ricavi governativi sono aumentati del 90% e il fatturato complessivo negli Stati Uniti ha raggiunto 1,6 miliardi di dollari, in crescita del 115%.
Nel trimestre la società ha chiuso 220 contratti dal valore di almeno un milione di dollari ciascuno: 98 di questi superavano i 5 milioni e 73 i 10 milioni.
Karp rivendica risultati ottenuti con un team di vendita “minuscolo”
Nella lettera agli azionisti, Karp ha insistito sul fatto che Palantir abbia raggiunto questi numeri disattendendo le regole abituali della crescita aziendale. “Abbiamo ottenuto questi risultati con un organico di vendita minuscolo e in diminuzione”, ha scritto, definendo la crescita commerciale statunitense una capacità di fare in 90 giorni ciò che ad altri richiederebbe un anno o più.
Già a maggio il CEO aveva quantificato il concetto: circa 70 venditori, di cui solo sette realmente dedicati alla vendita, per un lavoro che secondo lui un’azienda comparabile svolgerebbe con 7.000 persone. Sempre a maggio aveva indicato un fatturato annualizzato per dipendente di 1,5 milioni di dollari.
Il ragionamento si inserisce in una tendenza crescente nel mondo dell’IA, quella dei cosiddetti “Tiny Teams”: aziende che usano l’intelligenza artificiale per svolgere gran parte del lavoro tradizionalmente affidato a personale umano, riducendo costi e organici. Il caso di Palantir è però più sfumato: Karp aveva dichiarato alla CNBC nel 2025 di voler far crescere l’azienda di dieci volte riducendo il personale a circa 3.600 dipendenti, mentre il rapporto annuale 2025 ne indicava 4.429 a tempo pieno, in aumento del 13% sull’anno.
Palantir ha alzato le stime sui ricavi per l’intero 2026 a una forbice tra 8,150 e 8,158 miliardi di dollari, contro i precedenti 7,182-7,198 miliardi.
Le stime salgono, ma il business è “ancora agli inizi”
La guidance aggiornata suggerisce che il boom dell’IA sia ancora in accelerazione. Per il terzo trimestre la società prevede ricavi tra 2,160 e 2,164 miliardi di dollari, sopra i 2 miliardi attesi dagli analisti, e un utile operativo rettificato tra 1,292 e 1,296 miliardi. La stima di crescita dei ricavi commerciali statunitensi è stata portata ad almeno il 134%.
Per capire il senso di queste cifre conviene ricordare cosa fa Palantir: fornisce software di analisi dati personalizzato ad aziende e apparati governativi, dalla difesa al controllo delle frontiere. Nell’ultimo anno il titolo era rimasto sotto pressione per il timore che le imprese potessero sostituire i suoi servizi con modelli di IA “pronti all’uso” di società come OpenAI e Anthropic. Palantir ha contrattaccato sostenendo che quei modelli rendano meno e mettano a rischio i dati privati dei clienti, tesi contestata dalle società rivali.
Nonostante i numeri, Karp ha frenato sulle attese, definendo il business commerciale statunitense ancora “agli inizi”.
Ritieni che i risultati di Palantir confermino la solidità del boom dell’IA per le imprese, oppure siamo di fronte a valutazioni troppo elevate? Lascia la tua opinione nei commenti.































