Donald Trump, presidente degli Stati Uniti tornato alla Casa Bianca nel 2025, ha fatto della difesa dei colossi tecnologici statunitensi uno dei fronti della sua politica commerciale verso l’Europa. Venerdì ha alzato ancora il tiro: dopo che la Commissione Europea aveva sanzionato Google con una multa da 890 milioni di euro (circa un miliardo di dollari), Trump ha annunciato l’apertura di un’indagine commerciale contro l’Unione Europea, aprendo la strada a possibili nuovi dazi. In un lungo messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, ha accusato Bruxelles di prendere di mira “GRANDI aziende americane” e ha avvertito che l’UE “pagherà un prezzo molto alto”.
- La Commissione Europea ha multato Google per 890 milioni di euro per violazione del Digital Markets Act.
- Trump annuncia un’indagine ai sensi della Section 301 e minaccia “dazi sostanziali” contro l’UE.
- Google ha 60 giorni per modificare le proprie pratiche o rischia penali fino al 5% del fatturato medio giornaliero.
La sanzione europea colpisce ricerca e Play Store
La Commissione Europea, organo esecutivo dell’Unione e principale autorità antitrust del blocco, ha inflitto la multa giovedì, stabilendo che Google ha violato il Digital Markets Act. Secondo Bruxelles, l’azienda ha favorito i propri servizi — come shopping, viaggi e ristorazione — nei risultati di ricerca a scapito dei concorrenti, e ha impedito agli sviluppatori di app di indirizzare gli utenti verso offerte alternative fuori dal Play Store.
La sanzione è stata divisa a metà tra le due infrazioni. Google ha ora 60 giorni per adeguarsi, pena penali periodiche fino al 5% del fatturato medio giornaliero. Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione con delega alla concorrenza, ha definito l’azione “decisa ma equilibrata”, sostenendo che “i prodotti migliori dovrebbero avere successo perché sono migliori, non perché appartengono all’azienda che gestisce il motore di ricerca”.
Google ha respinto la decisione. Kent Walker, presidente degli affari globali dell’azienda, l’ha bollata come un “degrado del prodotto guidato da un piccolo gruppo di denuncianti interessati”, sostenendo che colpirà imprese e consumatori europei.
Che cos’è il Digital Markets Act
Il Digital Markets Act è un regolamento europeo del 2022 che impone obblighi ai grandi “gatekeeper” del digitale — tra cui Amazon, Apple, Alphabet (società madre di Google), Meta, Microsoft e ByteDance, proprietà di TikTok — per garantire una concorrenza leale. Sulla base di questa normativa l’UE ha già sanzionato altre aziende: nel 2025 sono arrivate multe da 500 milioni di euro ad Apple e 200 milioni a Meta. Google, inoltre, ha di recente perso l’appello contro una precedente sanzione da 4,5 miliardi di dollari legata al sistema operativo Android.
La leva della Section 301
Nel suo messaggio Trump ha scritto che gli Stati Uniti “non sono un salvadanaio per l’Europa” e ha annunciato l’avvio immediato di un’indagine ai sensi della Section 301, prevista dal Trade Act del 1974. Lo strumento consente al Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti di indagare le pratiche commerciali dei partner e di applicare dazi qualora siano ritenute penalizzanti per gli interessi americani.
La Section 301 è diventata una delle vie principali su cui Trump fa affidamento dopo che la Corte Suprema ha bocciato il suo precedente regime di dazi quasi globali.
Il rappresentante commerciale Jamieson Greer aveva già criticato la decisione europea, avvertendo che l’approccio di Bruxelles verso le aziende tecnologiche americane rischia di compromettere l’accordo commerciale raggiunto lo scorso anno a Turnberry, in Scozia, che aveva posto un tetto ai dazi statunitensi sui prodotti europei.
Va segnalato che un’eventuale indagine ai sensi della Section 301 potrebbe richiedere mesi prima di produrre risultati concreti, anche se i dazi potrebbero arrivare prima. Per i lettori europei ciò significa che il possibile impatto — su prezzi e scambi commerciali tra le due sponde dell’Atlantico — non sarebbe immediato, ma le tensioni sull’attuazione dell’intesa commerciale potrebbero acuirsi nei prossimi mesi. Bruxelles, dal canto suo, ha ribadito di rispondere alle proprie leggi e non a pressioni esterne.
Ritieni che l’Unione Europea faccia bene a sanzionare i giganti tecnologici americani, o il rischio di una guerra commerciale con Washington è troppo alto? Lascia la tua opinione nei commenti.




























