Tenere elezioni mentre la guerra con la Russia è ancora in corso sarebbe «un rischio enorme», uno «tsunami» capace di «spaccare» e «distruggere» il Paese. Con queste parole, rese pubbliche domenica dopo un incontro con i giornalisti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto in modo netto l’appello dell’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, che nei giorni scorsi aveva chiesto di individuare un percorso per tornare al voto anche durante il conflitto. Lo scontro apre il primo fronte politico interno esplicito dall’inizio dell’invasione russa del 2022 e si intreccia con gli scandali di corruzione che stanno lambendo la cerchia del presidente.
- Zelensky definisce le elezioni in tempo di guerra «uno tsunami» che «spaccherebbe l’Ucraina».
- L’ex ministro Fedorov replica alla BBC: il presidente «ha delle domande a cui rispondere» sulla corruzione.
- In Ucraina le elezioni sono sospese per la legge marziale, misura sostenuta dalla maggioranza della popolazione.
- Zelensky annuncia un’intesa con la Germania per 600 intercettori Patriot PAC-2 nel 2027-28.
«Credo che in una guerra come questa le elezioni in quanto tali rappresentino un rischio enorme. Le elezioni in questo momento sono uno tsunami per il Paese che dividerebbe l’Ucraina», ha dichiarato il presidente. «Se vogliamo distruggere il Paese, allora possiamo muoverci nella direzione delle elezioni in questi tempi di guerra», ha aggiunto.
Un ex ministro popolare diventa il primo sfidante politico
In Ucraina la legge vieta le consultazioni elettorali durante la legge marziale, una norma finora mai contestata e ancora ampiamente condivisa dall’opinione pubblica, concentrata sulla difesa dall’invasione. Secondo un sondaggio citato dalle fonti, solo il 15% degli ucraini ritiene che si debba votare prima della fine delle ostilità. A rompere il tabù è stato proprio Fedorov, figura molto seguita soprattutto tra i più giovani, rimasto in carica come ministro della Difesa per pochi mesi prima di essere licenziato da Zelensky il mese scorso. Il suo allontanamento aveva provocato manifestazioni di piazza per chiederne il reintegro.
Fedorov, tra i principali sostenitori della strategia ucraina basata sui droni, ha parlato di una «crisi sistemica» della governance e ha chiesto un meccanismo «legale, sicuro e realistico» per ripristinare il processo democratico. Alla BBC ha rilanciato sul terreno della corruzione: Zelensky «ha delle domande a cui rispondere», ha detto, riferendosi all’inchiesta per riciclaggio annunciata la scorsa settimana, pur precisando di non avere prove di un coinvolgimento personale del presidente. Zelensky ha replicato che gli elementi forniti dall’ufficio anticorruzione (Nabu) erano «sufficienti» a destituire la vicedirettrice Iryna Mudra e che i vertici delle agenzie anticorruzione «non hanno domande» da porgli. Sul rivale è stato tranchant: «Credo che stia andando – o venga spinto – verso cose sbagliate».
La sfida di Fedorov, il cui staff ha confermato un imminente viaggio negli Stati Uniti, alimenta le speculazioni su una sua eventuale corsa alla presidenza contro Zelensky.
Perché la partita interna pesa sul negoziato di pace
Lo scontro politico arriva in una fase delicata. Zelensky ha indicato una «finestra di opportunità» per i negoziati che va dal vertice del G20 in programma negli Stati Uniti, a Miami, fino alla fine dell’estate del 2027, quando inizierà la campagna per le presidenziali americane. Il presidente ha parlato di un piano condiviso con partner statunitensi ed europei che prevede «un cessate il fuoco, una zona economica franca e il ritiro delle truppe», frutto di colloqui tra americani, ucraini e russi. Kiev, ha aggiunto, sarebbe pronta a una tregua su energia e agricoltura, ma Mosca al momento non appare disponibile.
Sul piano interno, il fatto che la principale voce d’opposizione provenga oggi da un ex ministro popolare significa che ogni ipotesi di voto rischia di intrecciarsi con la trattativa diplomatica. Non a caso, richiami a organizzare elezioni erano già arrivati in passato sia dal presidente russo Vladimir Putin sia dal presidente statunitense Donald Trump.
Escalation militare e corsa agli intercettori antimissile
La disputa politica si consuma mentre la guerra si intensifica. Mosca ha aumentato l’uso di missili balistici difficili da intercettare, mettendo in evidenza le carenze della difesa aerea ucraina. Zelensky ha reso noto che l’Ucraina ha ricevuto solo 264 missili Patriot nel 2026, in calo rispetto ai 364 del 2025 e ai 675 del 2023, e ha annunciato un’intesa con la Germania per 600 intercettori Patriot PAC-2 nel biennio 2027-28, dopo la visita del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. Anche la Francia ha promesso nuovi intercettori, mentre la Norvegia ha annunciato ulteriori 85 miliardi di corone (circa 7,8 miliardi di euro) di sostegno finanziario per il 2027. Il presidente ha inoltre riferito che, secondo Kiev, la Russia intende mobilitare altri 300.000 uomini dopo le elezioni parlamentari di settembre.
Sul terreno, nella regione di Donetsk raid russi notturni hanno ucciso due persone e ne hanno ferite altre due, con almeno 141 abitazioni private danneggiate; a Kharkiv un attacco con droni ha ferito otto persone, tra cui un bambino. Nella regione di Odesa un drone ha colpito un treno passeggeri diretto da Zhytomyr a Odesa, senza vittime. Sul fronte opposto, l’Ucraina ha proseguito la campagna di attacchi a lungo raggio contro obiettivi logistici ed energetici russi, colpendo un centro logistico di Ozon a Orenburg.
Elezioni in tempo di guerra: rischio per la coesione nazionale o esercizio di democrazia irrinunciabile? Qual è la vostra opinione sulla scelta di Zelensky?































