Una domenica di sangue ha attraversato i Territori palestinesi, con due distinte operazioni dell’esercito israeliano (Idf) costate la vita a due giovani. Nel campo profughi di Askar al-Jadid, a est di Nablus, in Cisgiordania, è stato ucciso il quattordicenne Islam Ahmad Ajjouri, colpito al petto da colpi d’arma da fuoco durante un raid militare e deceduto in ospedale dopo essere arrivato in condizioni critiche. Nella Striscia di Gaza, invece, un attacco aereo su un edificio nella città di Al-Zawaida, nel centro dell’enclave, ha ucciso il piccolo Mohammad Abdel-Salam Taha, di quattro anni, e ferito diverse persone.
- A Nablus è stato ucciso in un raid il quattordicenne Islam Ahmad Ajjouri, colpito al petto.
- A Gaza un attacco aereo ha ucciso il bimbo di 4 anni Mohammad Abdel-Salam Taha e ferito almeno sei persone.
- L’Idf afferma di aver colpito un sito di produzione di armi di Hamas, uccidendone il comandante Ismail Abu Ful.
- A Hebron arrestati due adolescenti israeliani per l’aggressione a un uomo palestinese disabile.
Due operazioni militari nello stesso giorno tra Cisgiordania e Gaza
Secondo un testimone citato dalla stampa israeliana, i veicoli militari sono entrati nel campo di Askar al-Jadid in mattinata, con i soldati che hanno fatto irruzione negli edifici lungo la strada principale e nei vicoli; tre colpi sarebbero stati esplosi mentre i militari si ritiravano. La dinamica resta poco chiara e l’esercito, al momento, non ha fornito commenti sull’accaduto.
A Gaza, i raid dell’alba hanno provocato almeno due morti e sette feriti. I detriti e le schegge dell’edificio colpito a Al-Zawaida, proiettati per decine di metri, hanno ferito almeno sei persone, tra cui il bambino di quattro anni, poi dichiarato morto in ospedale. I feriti e le vittime sono stati trasportati all’ospedale Al-Aqsa Martyrs di Deir al-Balah. L’Idf ha dichiarato che l’obiettivo era un sito di produzione di armi allestito di recente da Hamas nell’area di Maghazi, vicino a un magazzino di aiuti umanitari gestito da un’organizzazione internazionale, e che nell’operazione è stato ucciso il comandante Ismail Abu Ful.
Perché la tensione in Cisgiordania preoccupa la sicurezza israeliana
Le due morti si inseriscono in un crescendo di violenze che ha spinto gli stessi vertici della sicurezza israeliana ad avvertire la leadership politica dei rischi di una situazione esplosiva nella West Bank, con la possibilità che possa sfuggire di mano.
Dal 2023, oltre 1.100 palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania dalle forze israeliane e dai coloni.
Nelle stesse ore, la polizia israeliana ha reso noto l’arresto nell’area di Hebron di due adolescenti israeliani, di 16 e 17 anni, accusati di aver aggredito con un bastone un uomo palestinese disabile. Le immagini diffuse dai media palestinesi mostrano il più giovane colpire alle spalle la vittima, Said al-Omur, amputato a una gamba, mentre cercava di raccogliere una stampella. Secondo le stesse fonti, l’uomo aveva perso l’arto l’anno scorso dopo essere stato colpito da un colono. Il sedicenne, residente nell’insediamento di Avigail, è stato incarcerato; il diciassettenne, di Gerusalemme, è stato posto ai domiciliari.
Sempre nella Valle del Giordano, vicino al villaggio palestinese di Al-Auja, un israeliano di 24 anni è stato accoltellato alle spalle in una stazione di servizio davanti alla moglie e ai figli; un palestinese è stato successivamente arrestato. L’esercito ha inoltre aperto un’indagine interna su alcuni soldati ripresi in un video mentre gettavano dalla finestra gli abiti di una famiglia a Qusra, definendo la condotta “contraria a ciò che ci si aspetta da un soldato dell’Idf”.
La condanna di Zuppi e la partecipazione ai funerali
Sul piano delle reazioni, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, a margine del Meeting di Rimini ha definito “inaccettabile” quanto sta avvenendo in Cisgiordania: “Bisogna difendere la convivenza e i diritti, non è pensabile che vengano calpestati e umiliati i diritti di tutti, in particolare degli arabi”. Ai funerali del quattordicenne Ajjouri hanno partecipato centinaia di persone.
Israele minaccia di intensificare i raid su Gaza
Guardando alle prossime ore, il governo israeliano ha alzato il tono verso Gaza. In serata il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno tenuto una riunione con il capo di stato maggiore sulla minaccia rappresentata dai lanci di droni, palloni incendiari e aquiloni dalla Striscia verso il sud del Paese. Katz ha dichiarato di aver ordinato all’Idf di “agire immediatamente e con fermezza”, mentre l’ufficio di Netanyahu ha avvertito Hamas che Israele intensificherà i raid e ordinerà ai civili di evacuare determinate aree se i lanci non cesseranno immediatamente. Nel fine settimana almeno quattro aquiloni provenienti da Gaza erano atterrati nel kibbutz Nahal Oz: l’esercito ha riferito di non aver trovato nulla di sospetto e di non aver rilevato pericoli per la popolazione, ma molti residenti li hanno associati ai palloni incendiari che negli anni scorsi hanno colpito il sud di Israele.































