Il primo capitolo aveva conquistato anche le sale italiane e i botteghini di tutto il mondo, superando il miliardo di dollari di incasso globale (circa 950 milioni di euro secondo un cambio approssimativo). Ora Jaafar Jackson, il nipote che interpreta lo zio Michael nel biopic diretto da Antoine Fuqua, conferma che il sequel della pellicola — attualmente in lavorazione presso Lionsgate e l’estate del cantante scomparso — affronterà finalmente le accuse di abusi sessuali sui minori che avevano segnato la vita del Re del Pop negli anni ’90. Lo ha dichiarato in un’intervista a GQ Middle East, sottolineando la volontà di dare voce al punto di vista dello zio.
- Jaafar Jackson riprenderà il ruolo di Michael Jackson nel sequel prodotto da Lionsgate e dall’estate dell’artista.
- Il primo film si ferma all’uscita di “Bad”, prima della prima accusa ricevuta nel 1993.
- Le riprese del secondo capitolo sono attese tra fine 2026 e inizio 2027.
Un punto di vista che la famiglia ritiene mai ascoltato
Al centro delle dichiarazioni di Jaafar Jackson c’è la volontà di raccontare le vicende dalla prospettiva del cantante. “Penso che il secondo film offrirà ancora più elementi dal suo punto di vista, perché alla fine della fiera le accuse arrivano sempre da qualcun altro”, ha spiegato l’attore.
“È la storia di qualcun altro. È l’idea di qualcun altro su ciò che è accaduto ed è guidata soprattutto da un secondo fine. Questo è sempre stato il problema per la nostra famiglia: la voce di Michael non è stata mai davvero ascoltata. Credo sia fondamentale, soprattutto parlando degli ultimi anni della sua vita”, ha aggiunto.
Jaafar Jackson ha precisato di non avere molta influenza sulla stesura della sceneggiatura, ma ha espresso la speranza che il sequel restituisca una comprensione più profonda dello zio e delle circostanze che ha vissuto.
Perché il primo film si fermava agli anni ’80
La scelta di concentrare il primo capitolo sull’ascesa dell’artista aveva fatto discutere. La pellicola si chiude con l’uscita del video musicale di “Bad”, nel 1987 — datato al 1988 secondo una delle fonti — quindi prima della prima accusa formale, che secondo i resoconti risale al 1993. Le accuse contro Michael Jackson erano iniziate nei primi anni ’90 e nel film non trovavano spazio.
Lo stesso Fuqua aveva confermato di aver girato scene relative alle vicende giudiziarie, poi rimosse per concentrare la narrazione sul percorso verso il successo e sulle radici dell’uomo dietro l’icona.
“Questo primo film si concentra su Michael a partire dalle sue origini”, ha spiegato Jaafar Jackson. “Così si capisce chi era prima di avere tutto quel successo e di diventare l’icona che tutti conoscono, si comprende chi era come essere umano innanzitutto”. Secondo l’attore, lo zio “non ha mai cambiato quella purezza, quel desiderio di trovare sempre il buono nelle altre persone”, nonostante tutto ciò che ha attraversato.
Cosa significa per la struttura del progetto
La divisione in due film — una scelta produttiva ormai diffusa per le biografie cinematografiche più ambiziose — consente di separare l’affermazione dell’artista dalla fase più controversa della sua vita. Questo significa che il pubblico dovrà attendere il secondo capitolo per vedere sullo schermo il periodo giudiziario, presentato però attraverso la lente della famiglia Jackson.
Sul fronte dei tempi, le indicazioni non coincidono del tutto: Adam Fogelson di Lionsgate ha parlato di un avvio delle riprese verso la fine dell’anno in corso o all’inizio del successivo, mentre altre fonti collocano l’inizio delle lavorazioni tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Il progetto risulta comunque in fase di pre-produzione presso Lionsgate.
Un biopic dovrebbe dare voce al suo protagonista o mantenere una distanza critica sulle vicende più controverse? Raccontaci come vorresti vedere affrontato questo capitolo della storia del Re del Pop.































