Nel momento in cui il mondo delle hypercar è diventato una corsa alla potenza, ai record di velocità e agli aiuti elettronici alla guida, la texana Hennessey ha scelto la direzione opposta. L’azienda ha presentato la Blackbird, una nuova hypercar leggera con motore aspirato costruita attorno a un cambio manuale a griglia a sei rapporti e a un’esperienza di guida decisamente vecchio stile. È la terza vettura della casa dopo la Venom GT e la Venom F5, e punta tutto sul coinvolgimento del pilota anziché sui numeri da prima pagina. Il debutto pubblico è fissato per il 14 agosto a The Quail.
- Motore V8 aspirato da 6,2 litri sviluppato da Ilmor, tra 800 e 850 CV, oltre 9.000 giri.
- Cambio manuale a griglia a sei marce, trazione posteriore, nessun turbo e nessun ibrido.
- Produzione limitata a 71 esemplari, prezzi a partire da 2,5 milioni di dollari (circa 2,3 milioni di euro).
Una scelta controcorrente rispetto alla corsa ai record
Il nome rende omaggio al leggendario aereo da ricognizione Lockheed SR-71 “Blackbird”. Ma, a differenza del velivolo che dà il nome al progetto, questa vettura non insegue alcun primato di velocità. La Blackbird non sostituisce la Venom F5, dedicata alla velocità estrema: la affianca, spostando l’attenzione sul piacere di guida, sull’usabilità nei lunghi viaggi e su un design pensato per non invecchiare.
In un settore ossessionato da cavalli e chilometri orari, Hennessey scommette che una parte consistente degli appassionati voglia proprio uscire da questa logica.
V8 aspirato oltre i 9.000 giri e nessuno schermo a bordo
Il cuore della vettura è un nuovo V8 aspirato da 6,2 litri sviluppato da Ilmor, accreditato di una potenza compresa tra 800 e 850 CV (597-634 kW) e capace di superare i 9.000 giri al minuto. La potenza arriva esclusivamente alle ruote posteriori attraverso il manuale a griglia a sei rapporti. Hennessey dichiara uno 0-96 km/h (0-60 mph) in 2,5 secondi e una velocità massima di 354 km/h (220 mph). Grazie al telaio e alla carrozzeria in fibra di carbonio realizzati su misura, il peso a secco dovrebbe restare sotto i 1.360 kg (3.000 libbre).
L’aspetto forse più sorprendente è ciò che manca. Niente schermi per l’infotainment, niente quadro strumenti digitale, nessun pulsante sul volante. Al loro posto un grande contagiri analogico, interruttori fisici, il leveraggio del cambio a vista e persino una tradizionale chiave di accensione. La connettività per smartphone, inclusi Apple CarPlay e Android Auto, viene gestita in modo discreto attraverso il dispositivo del guidatore anziché tramite un display integrato.
Non una spartana da pista, ma una gran turismo raffinata
Nonostante la filosofia analogica, la Blackbird non nasce come vettura essenziale da circuito. È stata progettata con sospensioni adattive, spazio per due bagagli a mano, quattro portabicchieri e ulteriori vani nell’abitacolo, con una raffinatezza tale da poter percorrere comodamente oltre 1.287 km (800 miglia) in una sola giornata.
Per il lettore appassionato, il posizionamento è chiaro: la Blackbird punta a essere una gran turismo di lusso da usare su strada, non un giocattolo da esibizione. La scelta del cambio manuale e dell’assenza totale di schermi rappresenta una presa di posizione: in un mercato che spinge sempre più verso l’elettrificazione e la digitalizzazione degli interni, qui si torna deliberatamente a comandi meccanici e a un rapporto diretto con la meccanica.
Solo 71 esemplari e consegne a partire dal 2029
La produzione sarà limitata a soli 71 esemplari in tutto il mondo, con prezzi a partire da 2,5 milioni di dollari prima delle tasse (circa 2,3 milioni di euro). Hennessey afferma che oltre due terzi della produzione sono già stati assegnati ancora prima del debutto pubblico, previsto per il 14 agosto a The Quail. Le prime consegne ai clienti sono attese tra il 2029 e il 2030.
Resta da capire se la Blackbird sia un caso isolato o l’inizio di una nuova ondata di supercar orientate al coinvolgimento del guidatore piuttosto che ai numeri assoluti.
Un’hypercar senza schermi, con cambio manuale e chiave fisica: ritorno alle origini geniale o operazione nostalgia da 2,5 milioni? Diteci cosa ne pensate nei commenti.































