Cento specie animali e vegetali sull’orlo dell’estinzione avranno ora un sostegno economico pluriennale grazie a un impegno iniziale da 200 milioni di dollari. È l’obiettivo del Phoenix Species Project, l’iniziativa lanciata dall’attore Leonardo DiCaprio e dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, che unisce l’organizzazione ambientalista Re:wild (co-fondata dallo stesso DiCaprio) e il Bezos Earth Fund. Presentata come la più grande iniziativa filantropica di sempre dedicata esclusivamente al recupero di specie in via di estinzione, punta a intervenire in 30 Paesi collaborando con popoli indigeni, comunità locali, scienziati e conservazionisti.
- Impegno iniziale di 200 milioni di dollari (circa 185 milioni di euro), metà dal Bezos Earth Fund e metà da Re:wild e partner.
- Obiettivo: recuperare 100 specie a rischio critico in 30 Paesi, dai mammiferi alle piante.
- Coinvolti oltre 100 partner locali e internazionali, in collaborazione con la Species Survival Commission dell’IUCN.
Il finanziamento è ripartito in due parti uguali: 100 milioni di dollari arrivano dal Bezos Earth Fund e altri 100 milioni da Re:wild, con il sostegno dello stesso DiCaprio, di Age of Union e della Todd Graves Family Foundation. La cifra, spiegano i promotori, rende il progetto la più ampia singola operazione filantropica mai dedicata al recupero di specie in pericolo critico attraverso diversi gruppi tassonomici, habitat e nazioni.
Dai grant a breve termine all’investimento pluriennale
La strategia del progetto punta a superare i piccoli finanziamenti a breve termine per garantire invece un investimento sostenuto negli anni, un approccio che secondo gli esperti è determinante per mantenere in vita le specie. Più di 100 partner locali e internazionali guideranno gli interventi sul campo, adattandoli di volta in volta alla singola specie e al suo ambiente. Il Phoenix Species Project ha annunciato che monitorerà la ripresa delle popolazioni e la riduzione delle minacce, pubblicando gli aggiornamenti sul proprio sito e sui social.
Le 100 specie individuate comprendono mammiferi, anfibi, rettili, uccelli, pesci, invertebrati e piante, che vivono in habitat molto diversi, dagli oceani alle pianure vulcaniche. Tra gli animali che il progetto intende salvare figurano il sifaka dalla corona dorata (un lemure del Madagascar), la salamandra verde di Hickory Nut Gorge negli Stati Uniti, l’echidna dal becco lungo di Attenborough in Nuova Guinea, il cinghiale verrucoso di Visayan nelle Filippine, l’iguana terrestre rosa delle Galápagos, il topo di Cozumel in Messico, il pangolino malese, la tartaruga pancake della Tanzania e il rospo arlecchino notte stellata della Colombia.
Il ruolo delle istituzioni scientifiche internazionali
L’iniziativa nasce in collaborazione con la Species Survival Commission dell’IUCN (l’Unione internazionale per la conservazione della natura), descritta come la più grande rete mondiale di scienziati volontari della conservazione, che funge da partner globale della conoscenza. Il progetto sostiene inoltre i Paesi impegnati a raggiungere il Target 4 del Quadro globale sulla biodiversità di Kunming-Montreal, che chiede ai governi di fermare le estinzioni e migliorare lo stato di conservazione delle specie minacciate.
La logica di fondo, sottolinea DiCaprio, è che proteggere le specie sull’orlo dell’estinzione significa salvaguardare interi ecosistemi: foreste, zone umide, praterie e oceani da cui dipendono.
“Le specie sull’orlo dell’estinzione sono spesso quelle che fanno da àncora ad alcuni degli ecosistemi più importanti del mondo”, ha dichiarato l’attore. “Il Phoenix Species Project ha il potenziale per cambiare radicalmente il modo in cui affrontiamo la conservazione e combattiamo la crisi climatica su scala globale”. L’auspicio, ha aggiunto, è che l’iniziativa diventi “un movimento globale” capace di spingere altri a investire nella natura.
Un’idea maturata in anni di incontri
Sebbene l’annuncio ufficiale sia arrivato solo ora, il progetto è in cantiere da anni. Secondo la ricostruzione pubblicata da Re:wild, nella primavera del 2021 DiCaprio portò con sé il co-fondatore Wes Sechrest a un incontro con Bezos e con l’allora compagna, oggi moglie, Lauren Sánchez Bezos, che ricopre il ruolo di vicepresidente del Bezos Earth Fund. Da quella conversazione, incentrata sulle idee dell’attore per proteggere le specie a rischio e i loro habitat, è nato il percorso che ha portato al lancio odierno.
Re:wild è stata fondata nel 2021 da DiCaprio, dal dottor Wes Sechrest e da altri scienziati della conservazione per proteggere e ripristinare la biodiversità e gli habitat naturali più vulnerabili. Il Bezos Earth Fund, guidato dal CEO Tom Taylor sotto la direzione del presidente Jeff Bezos e della vicepresidente Lauren Sánchez Bezos, opera invece per tutelare e ripristinare il mondo naturale attraverso soluzioni e partnership a livello globale.
Iniziative filantropiche di questa portata possono davvero invertire la rotta per le specie a rischio, o servono soprattutto scelte politiche vincolanti da parte dei governi? Diteci cosa ne pensate.































