Tania Terrin, impiegata di 39 anni, è stata trovata morta nella sua abitazione di Camponogara, nel Veneziano. L’ex compagno, il 43enne Dino Keber, è stato rinvenuto impiccato nella casa dove viveva a Dolo. Il ritrovamento dei due corpi è avvenuto nella tarda serata di domenica. Per gli inquirenti si tratta di un femminicidio seguito dal suicidio dell’uomo: il delitto sarebbe avvenuto a Ferragosto, con la donna soffocata all’interno della propria abitazione, mentre Keber sarebbe poi rientrato a Dolo per togliersi la vita. Le forze dell’ordine mantengono uno stretto riserbo sulla dinamica, ancora in corso di ricostruzione.
- Tania Terrin, 39 anni, uccisa a Camponogara; l’ex compagno Dino Keber, 43 anni, trovato impiccato a Dolo.
- La donna aveva denunciato l’uomo e il Questore di Venezia gli aveva emesso un ammonimento a giugno.
- Secondo la madre, la famiglia si era rivolta ai carabinieri sette o otto volte.
- È il terzo femminicidio in tre giorni in Italia.
A dare l’allarme è stata la madre della vittima. Intorno alle 21.30 aveva raggiunto l’abitazione della figlia cercando di entrare, senza ottenere risposta. Ha suonato ai vicini, ha provato a telefonare a Tania e a bussare alla porta, ma senza riuscire a mettersi in contatto con lei. A quel punto si è rivolta ai carabinieri: i militari della stazione di Camponogara, insieme al reparto investigativo, sono arrivati sul posto e hanno cercato un modo per accedere all’appartamento.
Una relazione già segnata dalle violenze e dalle denunce
La tragedia arriva al termine di una storia di paura documentata da querele e certificati medici. Dopo un’aggressione avvenuta ad aprile, nel corso della quale — secondo quanto denunciato dalla donna — l’uomo aveva cercato di strangolarla, Tania aveva presentato una querela ai carabinieri, allegando un certificato medico. A giugno era arrivato un provvedimento formale: il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento nei confronti di Keber, già noto alle forze dell’ordine, che la donna aveva denunciato per violenza e minacce di morte.
L’ammonimento del Questore è una misura di prevenzione con cui l’autorità di pubblica sicurezza richiama formalmente l’autore di condotte violente o persecutorie, invitandolo a tenere un comportamento conforme alla legge. Si tratta di uno strumento amministrativo che precede l’eventuale intervento penale e che, di per sé, non prevede l’allontanamento coattivo né una sorveglianza costante dell’ammonito.
Il messaggio ai vicini: «Se viene questa persona non apritegli»
La paura di Tania era diventata quotidiana. Ad aprile aveva scritto nel gruppo WhatsApp del vicinato «Se viene questa persona non apritegli», allegando una fotografia dell’ex compagno. Una vicina ha raccontato che la donna le aveva confidato di essersi trovata l’uomo spesso sotto casa. «I giorni successivi sono stata molto attenta a controllare se lo vedevo. Però poi l’emergenza è passata, lui non l’ho mai visto», ha riferito.
La madre: «Denunciato otto volte, doveva starle distante»
Secondo il racconto della madre, Marinella Forner, quella di aprile non sarebbe stata l’unica aggressione. La 39enne sarebbe stata colpita almeno altre due volte nell’abitazione di Keber: in un’occasione l’uomo le avrebbe provocato una lesione a un timpano, oltre ad averla graffiata. «Sette o otto volte siamo state dai carabinieri. Mia figlia l’ha anche querelato. Doveva starle distante ma poi al massimo dopo un mese ritornava a farsi vivo», ha raccontato la donna.
«Ai carabinieri chiedo di dire alle donne che denunciano che si facciano la valigia, che lascino tutto, la casa e il lavoro e che spariscano. Perché non c’è altro modo di proteggere una donna che denuncia il suo ex compagno che la molesta», ha concluso Forner.
Il terzo femminicidio in tre giorni in Italia
Il caso del Veneziano si inserisce in una sequenza drammatica. Segue di poco la morte di Ornella Forastefano, 46 anni, soccorsa all’esterno dell’ospedale di Trebisacce, nel Cosentino, e deceduta subito dopo l’arrivo dei medici: i carabinieri hanno fermato nel porto di Bari il compagno della donna, cittadino albanese di 42 anni, mentre tentava di imbarcarsi per l’Albania.
Ai due episodi si aggiunge l’omicidio avvenuto nel pomeriggio di Ferragosto a Sant’Angelo a Cupolo, nel Beneventano: Faustino Cardillo, 66 anni, ha accoltellato a morte la moglie Maria D’Alessandro, sua coetanea, per poi ferirsi nel tentativo di togliersi la vita. Operato per le lesioni autoinflitte, l’uomo è stato dimesso e trasferito in carcere.































