Le azioni di Novo Nordisk negoziate negli Stati Uniti hanno perso oltre il 5% martedì, dopo che il colosso farmaceutico danese ha diffuso previsioni giudicate deludenti dagli investitori. A pesare sono state soprattutto le indicazioni sul mercato statunitense, dove la società si attende un calo delle vendite, e la performance della nuova pillola dimagrante Wegovy, rimasta al di sotto delle stime degli analisti. I dati sono stati resi noti in anticipo rispetto alla trimestrale attesa mercoledì, giornata in cui presenterà i propri conti anche la rivale Eli Lilly.
- A Wall Street il titolo Novo Nordisk ha ceduto oltre il 5%.
- Le vendite del secondo trimestre sono salite a 78,49 miliardi di corone danesi (circa 12,09 miliardi di dollari), in crescita del 3% a cambi costanti.
- La versione in pillola di Wegovy ha incassato 3,22 miliardi di corone, sotto i 3,27 miliardi attesi.
- La società prevede un calo delle vendite negli Stati Uniti.
Nonostante la reazione negativa del mercato, l’azienda ha in realtà rivisto al rialzo le stime per il 2026. Ora prevede vendite rettificate comprese tra un calo del 6% e un dato invariato a cambi costanti, contro la precedente forbice di una flessione tra il 4% e il 12%. Analogo miglioramento per l’utile operativo rettificato, atteso anch’esso tra il -6% e la stabilità.
La pillola Wegovy manca le attese degli analisti
Il fulcro delle delusioni è la nuova formulazione orale di Wegovy, il farmaco contro l’obesità. Nel secondo trimestre ha generato 3,22 miliardi di corone, leggermente sotto i 3,27 miliardi previsti dagli analisti secondo StreetAccount. L’amministratore delegato Mike Doustdar ha però sottolineato che la pillola ha superato i 5 milioni di prescrizioni dal suo lancio a gennaio.
«Pensiamo che la mancanza di sorprese positive per la pillola Wegovy rispetto ai modelli stia facendo scendere il titolo», ha scritto Jared Holz, specialista del settore sanitario di Mizuho Securities, in una nota ai clienti. «Ma nel complesso è un miglioramento rispetto all’inizio dell’anno in termini di traiettoria».
Perché conta: pressione sui prezzi negli Stati Uniti
Il segnale più delicato per gli investitori riguarda il mercato americano. Novo Nordisk prevede una contrazione delle vendite negli Stati Uniti, citando le attuali tendenze delle prescrizioni per gli iniettabili GLP-1, una concorrenza «in intensificazione» e l’impatto negativo della riduzione della copertura dei farmaci contro l’obesità nel programma pubblico Medicaid. A pesare anche i prezzi effettivi più bassi, in parte per effetto dell’accordo sul cosiddetto meccanismo della «nazione più favorita» siglato con l’amministrazione Trump per i suoi farmaci GLP-1.
Per il lettore, questo significa che la marginalità del gruppo sul mercato più ricco resta esposta sia alla pressione politica sui prezzi sia alla battaglia commerciale con i concorrenti, un fattore che può contare più della crescita dei volumi.
Cosa dicono i conti e cosa attendersi mercoledì
Sul fronte dei numeri, le vendite del secondo trimestre sono salite del 3% a cambi costanti (7% su base rettificata), mentre l’utile operativo rettificato è cresciuto dell’11% a cambi costanti, a 33,39 miliardi di corone. Il lancio della pillola e di una versione a dosaggio più elevato dell’iniezione di Wegovy ha aiutato Novo Nordisk a recuperare terreno nel mercato dei GLP-1, dove Eli Lilly aveva costruito un vantaggio in quote di mercato grazie agli iniettabili Zepbound e Mounjaro. Il confronto diretto tra i due gruppi tornerà d’attualità mercoledì, con la pubblicazione dei risultati trimestrali di entrambi.
La corsa ai farmaci contro l’obesità cambierà davvero il settore o le pressioni sui prezzi negli Stati Uniti ne freneranno la spinta? Diteci come vedete il futuro di questa sfida tra Novo Nordisk ed Eli Lilly.































