Xenia Fedorova, 45 anni, è un volto noto della televisione francese: ex direttrice della versione francofona di Russia Today (RT France), l’emittente finanziata dal Cremlino messa al bando nell’Unione europea nel marzo 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, è rimasta a Parigi trasformandosi in opinionista di primo piano. Ora il ministero dell’Interno francese ha confermato di averla raggiunta con un decreto di espulsione dal Paese. La notizia, anticipata dal quotidiano Libération e confermata mercoledì dalle autorità, l’accusa di agire come veicolo delle campagne di disinformazione orchestrate dalle autorità russe con l’obiettivo di destabilizzare l’ordine pubblico.
- Il ministero dell’Interno francese ha emesso un decreto di espulsione contro Xenia Fedorova.
- È accusata di essere un veicolo delle campagne di disinformazione del Cremlino per destabilizzare l’ordine pubblico.
- Dalla notifica del provvedimento è agli arresti domiciliari con obbligo di presentarsi ogni giorno al commissariato.
- Il suo legale ha annunciato un ricorso immediato, denunciando un attacco alla libertà di espressione.
Secondo il documento citato da Libération, la condotta di Fedorova “lede gli interessi fondamentali dello Stato” e la sua presenza sul territorio francese “costituisce una minaccia particolarmente grave e attuale per l’ordine pubblico”. Il provvedimento è stato emesso dalla Prefettura di Polizia di Parigi, l’organismo che gestisce le questioni relative all’immigrazione per gli stranieri residenti nella capitale.
Da RT France ai salotti televisivi di Vincent Bolloré
RT France, la costola francofona dell’emittente statale russa, è stata chiusa nel Paese sull’onda delle sanzioni europee successive all’aggressione russa all’Ucraina. Fedorova, però, non ha lasciato la Francia. Ha invece consolidato la propria presenza mediatica come opinionista negli spazi dell’impero del miliardario bretone Vincent Bolloré, dove è diventata secondo Le Monde una vera e propria “protetta”.
Interviene regolarmente su CNews, sulla radio Europe 1 e firma una rubrica per Le Journal du Dimanche. Nei suoi interventi difende posizioni vicine al Cremlino: sostiene che sia “l’Occidente ad aver deciso di prolungare” la guerra in Ucraina e che l’Europa sia tentata di “andare in guerra contro la Russia”.
Il suo peso crescente nei media della galassia Bolloré ha alimentato i timori di una manipolazione del dibattito pubblico, in particolare in vista della campagna per le elezioni presidenziali del 2027.
Arresti domiciliari e ricorso annunciato
Dalla notifica dell’ordine di espulsione, ha precisato una fonte vicina al dossier all’AFP, Fedorova è agli arresti domiciliari e deve presentarsi ogni giorno al commissariato. Di fatto non può più svolgere normalmente la sua attività.
Il suo avvocato, Emmanuel Piwnica, ha annunciato che presenterà “immediatamente” ricorso. “Xenia Fedorova è una giornalista. Questa decisione rappresenta un grave attacco alla libertà di espressione di una professionista che ha sempre svolto il suo lavoro nel modo più corretto”, ha dichiarato all’AFP.
La vicenda si intreccia con la sua posizione amministrativa: a fine maggio Le Monde aveva rivelato che il permesso di soggiorno di Fedorova era stato rinnovato nel 2024 per dieci anni. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez aveva allora assicurato che non vi era stata alcuna “interferenza” del governo, spiegando che si trattava di rinnovi rilasciati di diritto agli stranieri in posizione regolare da diversi anni.
La reazione degli editori e il precedente scontro con Macron
I datori di lavoro di Fedorova, Canal+ e Lagardère, entrambi legati a Bolloré, hanno denunciato in una nota un “oltraggio particolarmente grave alla libertà di espressione”, assicurando pieno sostegno all’opinionista.
Le tensioni tra Fedorova e lo Stato francese non sono nuove. Già nel 2017 il presidente Emmanuel Macron l’aveva criticata lasciando intendere che non fosse una giornalista: “Quando i media diffondono falsità diffamatorie, non sono più giornalisti. Sono strumenti di influenza”, aveva affermato. A giugno, tornato sul tema, Macron ha ribadito di non aver cambiato opinione.
Va sottolineato che, come rilevano gli osservatori, non esistono prove di legami diretti tra Fedorova e il Cremlino; secondo chi si occupa di disinformazione, tuttavia, andrebbe comunque considerata un agente di influenza. Un tema che tocca da vicino anche l’Italia: la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha osservato che, mentre la Francia ha scelto di agire, in Italia “restano ritardi e incertezze nell’attuazione concreta delle misure europee contro le emittenti russe sanzionate”. Per l’eurodeputato Sandro Gozi, segretario generale del Partito Democratico Europeo, “la propaganda di uno Stato aggressore non è informazione: è uno strumento di pressione politica e di guerra ibrida”.
Espellere un’opinionista accusata di diffondere propaganda è una difesa legittima dell’ordine pubblico o un rischio per la libertà di stampa? Qual è secondo voi il confine? Diteci la vostra nei commenti.




























