Dopo giorni di roghi tra i più gravi a memoria d’uomo, la situazione degli incendi che hanno flagellato Francia e Spagna mostra i primi segnali di miglioramento. In Francia, temperature più fresche e qualche goccia di pioggia attese giovedì nella regione di Bordeaux hanno alimentato la speranza che il vasto incendio in una pineta costiera non si stia più propagando. In Spagna, le autorità hanno annunciato che nella zona vicino a Madrid restano «quasi nessuna fiamma». I due Paesi confinanti sono stati colpiti da settimane di fuoco che hanno bruciato vaste aree e costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
- In Francia oltre 220.000 persone sono state evacuate e circa 240 abitazioni distrutte.
- L’incendio francese ha percorso 42.000 ettari: il peggiore dal 1949.
- Nella regione di Madrid sono bruciati 27.000 ettari e almeno 100 case distrutte.
A Bordeaux tuoni e pioggia riaccendono la speranza dei vigili del fuoco
Un tuono ha squarciato il cielo sopra la cittadina di Lège-Cap-Ferret e alcune gocce di pioggia hanno iniziato a cadere sulla regione costiera, teatro del più grave incendio boschivo che la Francia abbia conosciuto dal 1949. «C’è il tuono, è un bene», ha commentato un pompiere dal posto di comando allestito nel palazzetto dello sport del paese.
Il servizio antincendio regionale si è detto «ragionevolmente ottimista» dopo che il rogo, divampato una settimana fa, non ha superato i 42.000 ettari (circa 104.000 acri) dal fine settimana: un’area più estesa della città statunitense di Detroit. Il responsabile regionale Marc Vermeulen ha però avvertito che le squadre dovranno lavorare ancora diversi giorni per spegnere le fiamme residue all’interno della foresta e ai suoi margini, per evitare che il fuoco riprenda vigore.
L’incendio ha costretto alla fuga più di 220.000 tra vacanzieri e residenti — evacuati da campeggi, bungalow e seconde case — e ha distrutto circa 240 abitazioni.
Il clima che cambia spinge alcuni residenti a pensare di andarsene
Più nell’entroterra, nella città di Bordeaux, l’autista Uber Kevin Montmartre — che dice di essere stato costretto a evacuare tre volte in pochi giorni — racconta che l’aumento della frequenza degli incendi alimentati dai cambiamenti climatici lo sta facendo riflettere sulla sua casa nella località balneare di Andernos-les-Bains. «Onestamente, ne ho parlato con mia moglie: se ce ne sarà un altro nei prossimi anni, venderemo la casa», ha dichiarato all’AFP.
La testimonianza restituisce una dimensione spesso trascurata di queste emergenze: oltre ai danni immediati, i roghi ripetuti incidono sulle scelte di vita di chi abita nelle aree più esposte, mettendo in discussione la permanenza in zone tradizionalmente turistiche e residenziali.
In Spagna l’emergenza rientra, ma i numeri restano pesanti
In Spagna, gli incendi che minacciavano le zone vicine a Madrid hanno smesso di espandersi. L’ufficio del prefetto ha riferito «nessuna propagazione da diversi giorni, pochi focolai fumanti e quasi nessuna fiamma rimasta». Nella regione di Madrid sono bruciati complessivamente 27.000 ettari (circa 67.000 acri) da mercoledì della scorsa settimana, ha indicato la presidente regionale Isabel Díaz Ayuso.
Un primo bilancio parla di almeno 100 case distrutte, cifra destinata a salire. Giovedì mattina restavano soltanto 1.000 sfollati nella regione, dopo che migliaia di persone erano rientrate nelle proprie abitazioni il giorno precedente. Più a ovest, l’incendio di Ávila è il più grande mai registrato in Spagna dall’inizio delle rilevazioni nel 1961, con circa 50.000 ettari (124.000 acri) bruciati.
Il fronte del fuoco si estende ad altri Paesi del Mediterraneo
L’emergenza non riguarda solo Francia e Spagna. Sull’isola greca di Creta migliaia di persone sono state evacuate mentre le fiamme minacciavano una località turistica, alimentate da venti violenti. Secondo la funzionaria locale Maria Lioni, il rogo avrebbe distrutto abitazioni, strutture agricole e animali da allevamento, ma il bilancio resta incerto perché l’incendio è ancora in corso.
Anche la Turchia stava fronteggiando almeno 115 incendi in tutto il Paese, di cui almeno 110 sotto controllo, secondo quanto riferito dal ministro dell’Agricoltura.
Gli incendi sempre più frequenti in Europa vi preoccupano? Pensate che le località turistiche mediterranee debbano prepararsi diversamente a stagioni come questa? Lasciate il vostro commento.




























