Jacques Moretti, imprenditore corso proprietario del discobar Le Constellation di Crans-Montana, è stato arrestato con l’accusa di violenze fisiche nei confronti della moglie e socia in affari, Jessica. L’episodio si sarebbe verificato nella notte tra l’11 e il 12 agosto, nell’abitazione della coppia a Lens, nel Canton Vallese, in Svizzera. In seguito all’aggressione la donna è stata ricoverata in ospedale. La notizia, anticipata dall’emittente ginevrina Léman Bleu e rilanciata da RTS, è stata confermata dai legali della coppia, mentre la Procura svizzera non si è ancora pronunciata. Moretti è la stessa persona già al centro dell’inchiesta sul rogo di Capodanno che nel loro locale uccise 41 persone.
- Jacques Moretti è stato posto in stato di fermo per presunte violenze sulla moglie Jessica.
- L’episodio risalirebbe alla notte tra l’11 e il 12 agosto, nella casa di Lens (Vallese).
- La coppia è già indagata, con altre 14 persone, per il rogo che uccise 41 persone al Constellation.
- I legali parlano di un procedimento distinto, relativo alla sola sfera privata.
Secondo quanto riferito da Léman Bleu, le circostanze esatte delle violenze e la loro precisa rilevanza penale non sono al momento note. Non è chiaro nemmeno se Jessica Moretti sia già stata dimessa dall’ospedale. L’emittente ha tentato di contattare il legale dell’imprenditore senza ricevere riscontro immediato.
I legali: fatti privati da non confondere con la tragedia del Constellation
Gli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, che assistono i coniugi nell’inchiesta sull’incendio, hanno diffuso una nota in cui prendono le distanze dai fatti recenti senza fornire dettagli. “Questi fatti, oggetto di un procedimento distinto, riguardano esclusivamente la loro vita privata, motivo per cui non forniremo alcun commento”, scrivono i legali.
Pur precisando che la vicenda “non può essere confusa con la tragedia del Constellation”, i difensori lasciano intendere l’esistenza di un contesto comune: gli eventi “si inseriscono comunque in un contesto che non può essere ignorato, quello di una prova particolarmente intensa che i coniugi Moretti hanno cercato di affrontare insieme a partire dal 1° gennaio”. E aggiungono: “La vita privata deve ora riprendere i propri diritti”.
Perché il caso pesa: la coppia è già al centro dell’inchiesta sul rogo
Il nuovo arresto colpisce una figura già sottoposta a intensa attenzione giudiziaria e mediatica. Jacques e Jessica Moretti, cittadini francesi trasferitisi in Svizzera, sono infatti tra le 16 persone complessivamente indagate dalla Procura del Vallese per la strage avvenuta nel sotterraneo del loro locale nella notte di Capodanno. Le accuse contestate comprendono incendio, lesioni e omicidio colposi. Nel rogo persero la vita 41 persone, in gran parte giovanissimi, mentre altre 115 rimasero gravemente ferite.
La nuova inchiesta dovrà anche chiarire se le presunte violenze siano in qualche modo collegate al rogo e al procedimento che ne è scaturito, oppure se appartengano esclusivamente alla sfera privata della coppia, come sostengono i legali.
Per il procedimento sull’incendio, l’imprenditore era già stato sottoposto a gennaio a una misura cautelare in carcere per una ventina di giorni, poi convertita in misure alternative dopo il pagamento di una cauzione di 200mila franchi (circa 214mila euro). A fine luglio il Tribunale delle misure coercitive di Sion si era espresso a favore di un alleggerimento delle restrizioni, con la possibilità di sostituire l’obbligo di firma quotidiano presso la polizia cantonale con una videoconferenza. All’inizio di agosto, le misure cautelari nei confronti della coppia erano state comunque prorogate di tre mesi.
Un imprenditore con precedenti giudiziari in Francia
Trasferitosi in Svizzera una decina di anni fa, Moretti aveva avuto in passato problemi con la giustizia francese, dopo il coinvolgimento in un’indagine per sfruttamento della prostituzione e un arresto per truffa. Con la moglie ha costruito un piccolo impero della ristorazione e dell’intrattenimento: i due risultano titolari al 50% di quattro società, tra cui Le Constellation, Le Senso, Le Vieux Chalet 1978 e Le Constel.
Cosa succede ora: la richiesta di giustizia delle vittime
Mentre la voce dell’arresto circolava da giorni nel paese vallesano senza conferme ufficiali, i legali delle vittime del rogo hanno colto l’occasione per ribadire le loro priorità. L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, che rappresenta Sofia Donadio, una ragazza rimasta ferita a Capodanno, e la sua famiglia, pur non commentando la “vicenda molto grave”, ha sottolineato che, “a distanza di otto mesi dalla strage”, la “priorità è accertare in tempi rapidi le responsabilità per la tragedia di Crans-Montana ed ottenere giustizia e risarcimenti immediati”.
Per un lettore italiano, la vicenda mantiene una rilevanza diretta: la tragedia di Capodanno ha coinvolto numerose vittime e resta al centro di un procedimento penale ancora aperto, in cui le posizioni dei coniugi Moretti sono tuttora oggetto di indagine.































