Quasi tre quarti dell’Inghilterra si trova ora in condizioni di siccità dopo il luglio più secco da quasi due secoli, quando in molte località non è caduta praticamente pioggia. La conseguenza pratica è che le compagnie idriche stanno stringendo le maglie del consumo: i divieti di utilizzo delle manichette (i cosiddetti temporary use bans) sono già in vigore in gran parte del Paese e almeno una società, Southern Water, ha chiesto al governo un provvedimento straordinario per limitare gli usi non essenziali dell’acqua. Il National Drought Group ha definito la situazione una flash drought “eccezionalmente grave”, frutto di temperature altissime e piogge scarsissime.
- Quasi il 75% dell’Inghilterra è in stato di siccità dopo il luglio più secco da quasi due secoli.
- Le riserve nei bacini inglesi sono scese al 69%, l’11,6% sotto la media stagionale.
- Southern Water ha chiesto al governo un drought order; altre compagnie potrebbero seguire.
L’estate 2026 rischia di essere la più calda mai registrata nel Regno Unito, con ondate di calore ripetute e una siccità severa che colpisce gran parte del territorio. Nell’Inghilterra meridionale in particolare il paesaggio è arido e inaridito: fiumi e bacini sono in secca e gli alberi perdono le foglie come risposta allo stress da siccità. Condizioni simili interessano buona parte dell’Europa.
Un luglio quasi senza pioggia ha prosciugato fiumi e riserve
Il caldo e la siccità di luglio e agosto hanno rapidamente svuotato fiumi, bacini e falde sotterranee, nonostante l’inverno piovoso appena trascorso. I livelli dei serbatoi in Inghilterra sono scesi al 69%, l’11,6% sotto quanto atteso per questo periodo dell’anno. Solo a luglio le riserve nei bacini del Paese sono calate del 16%, la maggiore riduzione in valore assoluto da almeno trent’anni, secondo il governo britannico.
Il 22% dei fiumi si trova a livelli eccezionalmente bassi, tra cui l’Avon, il Wye, l’Ely Ouse e l’Exe.
“Il luglio quasi completamente asciutto è eccezionalmente insolito e, se a questo si aggiungono le ondate di calore, i suoli si sono seccati molto rapidamente e le portate dei fiumi sono crollate molto in fretta”, spiega Glenn Watts dell’UK Centre for Ecology and Hydrology.
Per il lettore europeo è un segnale di come il cambiamento climatico stia rendendo le estati più calde e secche: quest’anno dimostra che nemmeno un inverno piovoso basta a portare il Paese attraverso un’estate estremamente calda e arida. “Attualmente la situazione è semplicemente che stiamo usando troppa acqua”, osserva Kevin Grecksch dell’Università di Oxford. “Non la reintegriamo alla stessa velocità con cui la consumiamo”.
Perché il confronto con il 1976 non è del tutto sfavorevole
Nonostante la gravità, negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti nello stoccaggio dell’acqua, nelle infrastrutture e nella capacità di risposta del settore, sottolinea Kevin Collins della Open University. Questo significa che il sistema idrico è oggi più attrezzato ad affrontare la siccità rispetto al 1976, l’anno storicamente associato alla grande crisi idrica britannica, anche se il clima è stato più caldo e secco per un periodo più lungo. “È più severa del 1976 in termini di ondate di calore e loro ripetizione, ma lo stato del sistema di approvvigionamento idrico al momento non è così critico come nel 1976”, afferma.
Alberi, fauna ed ecosistemi già indeboliti da siccità precedenti
Il crepitio delle foglie secche sotto i piedi delle ultime settimane è il segno di un “falso autunno”: gli alberi sotto stress perdono foglie e persino rami nel tentativo di mantenere in vita il fusto principale. Alcuni non ce la faranno — l’ondata di calore del 2022 uccise 400 alberi ai Kew Gardens di Londra. Gli esemplari più giovani sono i più a rischio, perché gli alberi appena piantati hanno bisogno di 50 litri d’acqua a settimana nei mesi estivi per i primi tre anni.
I bassi livelli dei fiumi favoriscono le fioriture algali, mentre i suoli duri e secchi impediscono ad animali come tassi e ricci di scavare in cerca di cibo. Numerosi incendi hanno attraversato riserve naturali, distruggendo habitat e uccidendo fauna selvatica: quest’anno sono stati segnalati quasi 250 roghi in aree ad alta biodiversità. Trattandosi della terza siccità in cinque anni per l’Inghilterra, gli ecosistemi sono già stressati e indeboliti, il che rende più difficile il recupero.
Quando tornerà la pioggia e cosa succede se non arriva
Il caldo intenso di questa settimana lascerà spazio a temperature più fresche, secondo il Met Office, il servizio meteorologico nazionale britannico. Anche se dovessero arrivare rovesci la prossima settimana, difficilmente basteranno ad alleviare la siccità, ha avvertito lo stesso Met Office. C’è inoltre un rischio non trascurabile di un settembre asciutto e caldo, con le previsioni a lungo termine che al momento propendono per un clima più secco.
Se la pioggia non arriverà, le compagnie idriche daranno priorità assoluta alla fornitura domestica, mentre settori come l’agricoltura e le attività commerciali rischiano restrizioni sempre più stringenti. Un drought order darebbe alle società il potere di vietare usi non essenziali come il lavaggio delle auto, la pulizia delle vetrine e l’irrigazione di locali commerciali. Il gradino successivo sarebbe un emergency drought order, che richiede l’approvazione del ministro dell’Ambiente e consentirebbe tagli a rotazione per utenze domestiche e commerciali, come avvenne nel 1976 quando l’acqua corrente venne razionata e furono installate fontanelle pubbliche nelle strade.
Nel vostro Paese avete notato estati sempre più calde e secche? Pensate che razionamenti e divieti d’uso dell’acqua diventeranno la norma anche altrove in Europa? Diteci la vostra.































